Il Distretto del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene è situato nella fascia collinare a nord/nord est della provincia di Treviso, a soli 25 km dalla splendida città di Treviso. L’area di produzione del Prosecco Superiore DOCG di Conegliano e Valdobbiadene comprende 15 comuni: Conegliano, Susegana, S. Vendemiano, Colle Umberto, Vittorio Veneto, Cison di Valmarino, S. Pietro di Feletto, Refrontolo, Pieve di Soligo, Farra di Soligo, Miane, Vidor, Follina, Tarzo, Valdobbiadene e si estende su una superficie di circa 20.000 ettari dei quali circa 5.000 sono coltivati a vigneto e comprendono 160 case spumantistiche, circa 3.000 viticoltori e 1.500 addetti al settore enologico. All’interno di quest’area è situata anche la zona del famoso Cartizze, al quale, la morfologia del terreno e del microclima, hanno conferito preziose qualità organolettiche apprezzate in tutto il mondo. Il vitigno è presente in questo territorio da più di 2 secoli, ma per alcuni era addirittura già conosciuto ai tempi dell’Impero Romano. Dal XIX secolo, grazie al contributo della “Scuola di Viticoltura ed Enologia” di Conegliano, della “Stazione Sperimentale per la Viticoltura” ed in seguito anche al lavoro del “Consorzio per la tutela del Prosecco”, questo vino ha avuto un grande sviluppo produttivo in tutto il territorio divenendo così il primo “Distretto Spumantistico Italiano” a norma di Legge dove si è costruita una completa filiera produttiva.
 
Dal 17 luglio 2009 con il decreto del Ministero per le Politiche Agricole Italiano, il Prosecco DOC diventa “Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG” e dal 1° aprile 2010 è ufficialmente in commercio con la vendemmia delle uve del 2009. A garantire per i consumatori sono: il “Consorzio di Tutela” che vigila sulla produzione, “Valoritalia” che certifica il vino e lo Stato Italiano che appone su ogni bottiglia il contrassegno numerato, la cosiddetta “fascetta” di colore rosa salmone. Questa fascetta posta sul tappo di ogni bottiglia ha un numero identificativo che rende rintracciabile il vino in maniera che ogni consumatore abbia la possibilità di risalire in ogni momento a tutte le fasi della storia del prodotto che sta bevendo. Oltre a tutto ciò un’ulteriore novità impreziosisce il territorio: l’inserimento delle “Rive”. Questa tipologia/denominazione identifica le selezioni di uve provenienti dalle singole località e ha regole di produzione ancor più restrittive. Con le “Rive”, il consumatore può scoprire che ogni collina ha caratteristiche uniche.

Maurizio Potocnik
Presidente
Associazione Culturale Club Magnar Ben
 
Brandlife editore in collaborazione con: